Le pitteddhe salentine

Eh sì, in extremis per martedì grasso ma alla fine il dolcetto di carnevale l’ho fatto!
Si tratta delle pitteddhe salentine, un dolce tradizionalissimo e di origine contadina (non fatevi ingannare dall’ambientazione della foto 🙂 ) … pensate che l’impasto è semplicissimo: solo farina, olio extravergine d’oliva e buccia di limone grattugiata, senza neanche lo zucchero.
All’interno, poi, si metteva la mustarda (marmellata) d’uva, frutta che nel Salento abbondava nelle campagne e nei cortili delle case e veniva conservata per l’inverno sotto forma di confettura.
Questi dolcetti tipici del carnevale si realizzano in questa forma a stella oppure si chiudono a mezzaluna come piccoli panzerotti. Non avendo mostarda d’uva a portata di mano qui a Roma, ho usato una confettura di ribes nero ma vi consiglio – se potete – di provarli nella versione originale. Io, per mio conto, mi riprometto, non appena la stagione lo consentirà, di fare un po’ di mostarda per il prossimo inverno.

Ecco la ricetta:

  • 1/2 kg di farina
  • 120 g di olio extravergine
  • buccia grattugiata di 1 limone non trattato
  • 1 pizzico di sale
  • latte (q.b.)
  • marmellata d’uva

Lavorare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico, aggiungendo poco latte solo se serve. Lasciare riposare l’impasto per mezz’ora coperto da un panno, quindi stenderlo con il mattarello allo spessore di un paio di millimetri. Ritagliare dei cerchi e porre al centro un cucchiaino di mostarda d’uva. Aiutandosi con le dita, sollevare la pasta e “pizzicarla” in più punti per formare il bordo che consente di evitare la fuoriuscita della pasta. La decorazione centrale si ricava dai ritagli ed è anch’essa tipica di questo dolcetto. Far cuocere in forno statico a 180° finché la pasta non sarà dorata e leggermente croccante.

Suggerimenti: l’impasto è molto molto elastico 🙂 perciò si ritira un bel po’ dopo il taglio. Io ho risolto ripassando i cerchi con il mattarello appena prima di riempirli. Attenzione a non eccedere con la marmellata, perché in forno potrebbe ribollire e fuoriuscire, rovinando i gusci di pasta. Se optate per la forma a panzerotto, inumidite i bordi con un po’ d’acqua e sigillate con attenzione le pitteddhe onde evitare la fuoriuscita della marmellata.

(Visited 2.612 times, 7 visits today)

Comments

  1. Leave a Reply

    Giovanna
    23 febbraio 2012

    Devono essere buonissimi, a casa ho la mostarda d'uva, mi hai fatto venire voglia di provarli!
    Un bacione

    • Leave a Reply

      foodforthesoul
      25 febbraio 2012

      🙂 grazie Gio! Poi fammi sapere! La pasta è facilissima, solo un po' rognosetta da stendere… però se hai la mostarda te li consiglio sicuramente! Baci 🙂

  2. Leave a Reply

    Pijte 'd Pan
    1 marzo 2012

    sono piaciute e di molto le pitteddhe. Le nostre + vive congratulazioni questo blog spacca…:P

  3. Leave a Reply

    Anonimo
    15 giugno 2015

    scusate, ma il latte nelle pitteddre non ci va, non è un ingrediente contemplato nell'antica ricetta

    • Leave a Reply

      foodforthesoul
      15 giugno 2015

      Gent.mo/a sig./ra anonimo/a,
      innanzitutto grazie per il suo commento. Se legge attentamente la ricetta, c'è scritto "aggiungere poco latte SOLO SE SERVE", ovvero se l'impasto risulta molto sodo e difficile da lavorare. Per specificare meglio, "poco latte" significa al massimo un cucchiaio o due. Spero di aver chiarito le informazioni. La saluto caramente.

    • Leave a Reply

      foodforthesoul
      15 giugno 2015

      Dimenticavo di specificare che, ovviamente, sarò lieta di proporre la sua "antica ricetta" e/o confrontarla con la mia, se vorrà avere il piacere di condividerla!

Leave a Comment

You can use these HTML tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

CONSIGLIA Crema di cavolfiore