Vermicelli (“iermiceddhri”) col baccalà

vermicelli con baccalà - food for the soulOggi è venerdì, che ne dite di una bella minestra della tradizione salentina? Siamo quasi in primavera e dalle mie parti i vermicelli col baccalà sono più un piatto caratteristico dell’inverno e anzi, per la precisione, di due ricorrenze religiose in cui tipicamente si mangia di magro: la vigilia dell’Immacolata e la vigilia di Natale.

Però è davvero troppo buona e da un po’ di tempo avevo voglia di cimentarmi con questa pastina per la quale ci vuole davvero taaaanto tanto tempo libero, perché è proprio così come la vedete in foto, piccola piccola come i risoni o la classica pastina da minestra. Non lasciatevi trarre in inganno dal nome, perché questi non sono i classici vermicelli che al centro-sud sono gli spaghettoni grossi. Probabilmente sono un loro antenato, come mi suggeriva un’amica su un gruppo Facebook dedito alla cucina e nel quale avevo posto il quesito sul nome che accomuna due paste così diverse tra loro.

È fatta solo con acqua e farina di semola, non è all’ uovo, e per farla bisogna staccare dall’ impasto dei pezzettini piccoli come un chicco di riso e assottigliarli leggermente sulle punte facendoli rotolare tra il pollice e l’indice. Davvero un bel passatempo! Vi assicuro che, una volta presa la mano, potrete farli senza nemmeno guardare, magari chiacchierando con le vostre amiche (in tanti si cucina più volentieri e in allegria!) oppure guardando un film. La cosa buffa è che davvero penso sia una pasta che ormai fanno davvero in pochissimi a mano. Provate anche voi, come me, a fare un giro su YouTube: di video con signore pugliesi che fanno orecchiette e maccheroni al ferretto (o minchiarieddhri) ce ne sono tantissimi, mentre su questa pasta ne ho trovato soltanto UNO!

Ecco qui una foto della pastina messa ad asciugare dopo averla passata nella semola per farla asciugare bene:

vermicelli salentini - Food for the Soul

Al posto del baccalà ho usato questa volta lo stoccafisso già ammollato, che preferisco per il sapore più delicato. Questo che ho usato e vedete in foto era rigorosamente stoccafisso norvegese della Norge, già ammollato e cotto al vapore, davvero comodissimo se non avete tanto tempo per il lungo ammollo necessario se comprate il baccalà sotto sale o lo stoccafisso secco.

Ed ecco la ricetta e i relativi passaggi per 2 porzioni:

Per la pasta:

  • 100 g di farina di semola di grano duro
  • acqua qb ad ottenere un impasto sodo

Per il condimento:

  • 200 g di stoccafisso
  • 2 sponzali (cipollotti freschi)
  • 1 confezione di pelati da 400g
  • 2-3 cucchiai olio extravergine
  • q.b. vino bianco secco
  • q.b. prezzemolo
  • q.b. origano (a piacere)

Procedimento

  1. Impastate la farina con acqua fino ad ottenere un impasto sodo. Staccate un pezzetto di pasta e lasciate il resto sotto una ciotola o un canovaccio. Preparate la pastina staccando un pezzettino di impasto grande quanto un chicco di riso e assottigliatelo sui lati passandolo rapidamente tra pollice e indice. Se la fate il giorno prima fatela asciugare bene passandola nella semola come si vede in foto; potrete conservarla in un sacchetto nel frigorifero (o anche congelarla).
  2. Preparate il sughetto al baccalà. Fate appassire a fuoco dolcissimo, in 2-3 cucchiai d’olio, il cipollotto tagliato a fettine sottili.

    vermicelli con baccalà - food for the soul

  3. Aggiungete il baccalà o lo stoccafisso, fatelo insaporire per un paio di minuti e poi bagnate con due dita di vino bianco secco.
  4. Una volta evaporato il vino, aggiungete i pelati spezzettati grossolanamente con un coltello o con le mani e fate asciugare un po’ il sugo.
  5. A fine cottura aggiungete una spolverata di prezzemolo tritato e, se gradite, un pizzico di origano.

    vermicelli con baccalà - food for the soul

  6. In una pentola a parte, fate cuocere la pastina fino a metà cottura e scolatela, lasciandola un po’ brodosa, quindi aggiungete il sugo e fate finire di cuocere. Potrebbe non essere necessario aggiungere tutto il sugo, dipende da quanto si è ristretto e da quanto avrete scolato la pastina. Il risultato deve essere come nella foto del piatto finito che è in cima all’ articolo.

Nota: c’è chi preferisce mangiare la pastina soltanto con il pomodoro e poi mangiare il pesce a parte come secondo piatto. In questo caso potete mettere il baccalà a cuocere senza spellarlo, così i pezzettoni rimarranno più compatti e non si sbricioleranno nel pomodoro in cottura. A me piace la versione mescolata e perciò  per il mio gusto è stato perfetto lo stoccafisso preammollato e già tagliato in pezzi piccoli, che si è sbriciolato mescolandosi bene col sugo.

 

[Ricetta realizzata in collaborazione con Norge]

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