Zuppa speziata di legumi e verdure con chapati integrale

zuppa speziata con chapati (pane indiano)

Difficilmente smetto di mangiare le zuppe con il caldo ma proprio quest’anno, con questo clima tutto strampalato, mi ha dato proprio gusto questa zuppetta speziata e piccantina, lasciata un po’ intiepidire e gustata con un ottimo chapati, un pane indiano che volevo preparare da tantissimo tempo e, per un motivo o per l’altro, non avevo ancora mai cucinato.

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Palak Chana Dal

Palak Chana Dal - zuppa indiana con Chana Dal e spinaci

Con la ricetta di oggi torno volentieri alle ispirazioni esotiche che tanto amo assecondare.La cucina indiana è tra le mie preferie, perché combinare le spezie è una di quelle alchimie che, nel trasformare le materie prime, può dare risultati estremamente diversi tra loro, anche quando si usano gli stessi ingredienti di partenza. Questa zuppa mi è particolarmente cara perché combina, con un risultato gustoso e particolare, i nutrienti del chana dal – ovvero le proteine e i minerali dei ceci decorticati – e quelli degli spinaci. Basta perciò abbinarla con un po’ di riso basmati per farne un piatto unico che risolve un pranzo veloce. Tra l’altro oggi – dopo un paio di giorni dal clima quasi estivo – il tempo è ritornato un po’ uggioso e questa bella zuppetta è stata davvero una scelta indovinata. 

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Curry di chana daal

ccLegumi nella stagione calda? Di solito non abbandono il consumo di legumi con l’arrivo dell’estate: magari  adatto i piatti al clima modificando gli ingredienti o la temperatura di servizio, oppure scelgo ricette come questo curry di chana daal (ovvero ceci decorticati e spezzati, chiamati in inglese split bengal gram). La particolarità di questo piatto è che, malgrado la presenza di un legume tradizionalmente considerato invernale nella nostra cucina, ha un gusto davvero fresco e piacevole, grazie allo zenzero e al coriandolo.

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Pollo tandoori in versione furba e completa

Ricetta indiana pollo tandoori

Il mercato di piazza Vittorio è tra i miei preferiti, a Roma. Mi allontano dalla stazione Termini per dirigermi verso la mia adorata meta e dopo poche centinaia di metri già sono lì che cammino con il naso per aria, inebriandomi dei profumi speziati che provengono da botteghe e ristoranti. E quando arrivo lì, ovviamente, faccio incetta di spezie di ogni tipo. Questa volta ho voluto provare il mix tandoori, che serve per preparare carne o pesce con una delle ricette più famose della regione del Punjab.

E qui devo aggiungere una piccola precisazione, perché in ogni libro di cucina indiana che si rispetti (e io ne ho diversi) viene subito messo in chiaro che il nome che viene dato ai mix di spezie (come il curry, il garam masala, lo stesso tandoori mix) è semplicemente un nome convenzionale perché – come accade anche per tanti piatti della nostra tradizione regionale – ogni famiglia ha la sua ricetta, spesso tramandata come cosa segretissima di generazione in generazione. E ovviamente, anche i libri in questione forniscono la propria versione di ogni mix.

Per questo motivo ero sempre stata un po’ restia a comprare il mix tandoori, anche perché volevo cimentarmi nella preparazione da zero. Durante la mia ultima peregrinazione a piazza Vittorio, circondata da tutti quei profumi di spezie e cibo e avendo poco tempo da dedicare alla preparazione di un qualsiasi piatto indiano, alla fine ho deciso di fare questo tentativo e devo dire che il risultato mi ha sorpresa assai.

Ricetta del pollo tandoori - Mercato delle spezie di Piazza Vittorio a Roma
Un banco di spezie al mercato di piazza Vittorio… e continuava di lato, eh!

È inutile precisare che la mia conoscenza del cibo indiano si basa solo su quello che ho assaggiato nei ristoranti della Capitale, ahimé… non mi sono mai spinta così lontano nel corso dei miei viaggi! Però devo ammettere che il mix di spezie ha dato vita a un piatto molto simile al pollo tandoori del ristorante.

Il nome “tandoori” fa riferimento al metodo di cottura, anzi allo strumento utilizzato: un fornetto d’argilla alimentato a legna o carbone, utilizzato anche per la cottura di vari tipi di pane, come il naan o il chapati. Altra caratteristica delle ricette in stile tandoori è la marinatura con yogurt bianco che permette di mantenere morbide le carni durante la cottura. Ovviamente, nelle nostre case saremo costretti ad accontentarci del normale forno a gas o elettrico.

Ed ora, se avete voglia di sapori indiani e poco tempo a disposizione,
questa è appunto la “versione furba” del pollo tandoori cui fa riferimento il titolo.

Ingredienti

  • Pollo disossato e spellato, ridotto in cubetti (circa 120 g a persona) (*)
  • Yogurt bianco (sufficiente a marinare il pollo avvolgendo bene i pezzi, per una porzione abbondante ne ho usato poco meno di mezzo vasetto)
  • Mix tandoori (2-3 cucchiaini rasi a persona, vi regolerete dal colore della marinata che dev’essere abbastanza intenso) – Non serve aggiungere sale, il mix è già salato!
  • Insalata verde e cipolla rossa per servire

Procedimento

  1. Dopo avere preparato e tagliato il pollo, lasciarlo marinare per un paio d’ore o più nello yogurt con il mix di spezie.
  2. Accendere il forno a 230°.
  3. Prelevare i pezzi di pollo dalla ciotola, conservando lo yogurt della marinatura.
  4. Disporre il pollo in una teglia e infornare, dopo averlo spennellato con un po’ di liquido di marinatura, conservandone un po’ per la parte finale della cottura. (**)
  5. Quando il pollo sarà cotto (circa 10-20 minuti, a seconda della grandezza dei pezzi) spennellare con un po’ del liquido di marinatura per mantenere l’umidità.
  6. Spegnere il forno e lasciare il pollo al suo interno, con lo sportello chiuso, per 5-10 minuti o finché il liquido aggiunto a fine cottura non si sarà asciugato bene senza seccarsi, lasciando il pollo di un bel colore acceso come nella foto.
  7. Servire con lattuga e cipolla rossa affettata sottilmente.

(*) Nota: malgrado io – notoriamente pigra – preferisca la versione a pezzi piccoli e disossati, il pollo può anche essere suddiviso nei pezzi tradizionali: coscia, sovracoscia, ecc., lasciando l’osso durante la cottura. In questo caso, è opportuno praticare un paio di tagli in diagonale su ogni pezzo, in modo da facilitare la cottura e permettere di insaporire bene i vari pezzi con la marinata.

(**) Nota: a questo punto, alcune ricette prevedono di irrorare il pollo con ghee (burro chiarificato) fuso, per mantenere le carni ancora più morbide. Io ho omesso questo passaggio per evitare di aggiungere grassi e mantenere la ricetta più leggera, anche perché il mio pollo era in pezzi molto piccoli e si è cotto velocemente, senza inaridirsi troppo.

Ora, se avete voglia di continuare a leggere, vi trascrivo di seguito la versione completa del tandoori mix, almeno di una delle ricette che ho trovato. Non l’ho ancora provata e aggiornerò il post non appena (o semmai) ci proverò, tuttavia proviene da Madhur Jaffrey, l’autrice di uno dei miei libri di cucina indiana, una vera e propria guru della cucina di questo Paese, praticamente la Nigella della cucina etnica!

Ecco le sue dosi per la marinata (per 4 persone).

Ingredienti secchi

  • 1 cucchiaio e 1/2 di semi di cumino
  • 1 cucchiaio e 1/2 di pepe nero in grani
  • I semi di 3 baccelli di cardamomo nero
  • I semi di 1 cucchiaio di baccelli di cardamomo verde
  • 1 cucchiaino di chiodi di garofano

Ingredienti freschi

  • 3 peperoncini verdi freschi, tritati grossolanamente
  • 2 spicchi d’aglio, pelati e tritati grossolanamente
  • 4 cm di zenzero fresco, pelato e tritato grossolanamente
  • 1 cucchiaino e 1/2 di sale
  • 1 cucchiaio di peperoncino Kashmiri in polvere (o paprika forte)
  • 2 cucchiai di crema di latte (o yogurt “corposo” tipo yogurt greco – NdR: questa è una mia aggiunta, perché l’ho sempre mangiato con lo yogurt e mai con la panna, sarà un’anglicizzazione del tandoori?)

Fonte: Madhur Jaffrey’s Flavours of India – BBC Books (1995)

Ridurre in polvere le spezie secche con un macinino da caffè. Nel robot da cucina miscelare gli ingredienti freschi e 120 ml d’acqua fino ad ottenere una pasta. Aggiungere le spezie secche tritate e mescolare. Trasferire in una ciotola che possa contenere il pollo e lasciare marinare.

Un’ulteriore ricetta che ho trovato aggiunge 2 gocce di colorante rosso e usa il garam masala, che invece non è presente in questa ricetta. Come dicevo, ognuno dice la sua e io? Beh, prima o poi le proverò entrambe ma – a costo di risultare eretica – posso sicuramente ribadire che il mix già pronto mi ha soddisfatta e mi ha consentito di realizzare con semplicità uno dei piatti indiani che più amo.

Bloglovin’ anch’io e un paio di cibi da strada

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Come molte amiche blogger, anch’io ho deciso di correre ai ripari passando a un altro strumento per seguire gli aggiornamenti di tutti i blog che seguo, dal momento che Google Reader, come ormai saprete, chiuderà a partire dal 1° luglio.
Perciò, se mi seguite con GR e volete continuare a seguirmi tramite Bloglogin’ (che tra l’altro è molto pratico da usare, oltre ad avere nella home un sacco di blog interessanti da scoprire) ne sarò molto felice.

Essendo questo un post di servizio, non ho preparato nessuna ricetta ma siccome oggi ho partecipato con molto gusto allo Street Food Festival organizzato presso Eataly, colgo questo spunto per riproporre con piacere (proprio come hanno fatto da Eataly, dove hanno abbinato un cibo da strada italiano e un cibo da strada straniero) due ricette, una italiana e una indiana, già pubblicate sul blog.

Le pittule salentine (anche se non è quasi più stagione di asparagi, sono buonissime anche bianche oppure alla pizzaiola), e…

e gli onion pakora dall’India

Buon appetito, e venite a trovarci su Bloglobin’ mi raccomando! 🙂

 

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