I miei adorati Falafel, ricetta velocissima

Falafel ai ceciDa quando non vivo più a Roma, a volte devo proprio dire che mi vengono delle terribili crisi d’astinenza da cibo etnico. Qui non c’è verso, è proprio impossibile trovare qualcosa di decente raggiungibile con facilità. Quindi, ogni scusa per sperimentare una ricetta diversa dalle solite cose che si trovano in zona e per resuscitare i ricordi dei 30 anni vissuti in una città in cui potevi trovare un bel po’ di alternative al solito cibo tradizionale, beh… ogni scusa è davvero buona.

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Finto kebab

Vi è mai capitato di avere una voglia folle di kebab e il vostro ristorante/chioschetto preferito era chiuso, non avevate voglia di uscire, pioveva, avevate un sacco di lavoro… insomma “le cavalletteeeee”?
Beh, a me è successo l’altro giorno, così ho fatto un tentativo di kebab casalingo.
Ho cercato invano su Internet una ricetta che mi convincesse ma non c’è stato verso. Alcuni ad esempio aggiungevano peperoni o addirittura melanzane. Io ho sempre visto kebab di sola carne e spezie, al massimo di pesce, perciò sono andata di “memoria palatale” 🙂

Ed ecco gli ingredienti che ho usato. Stavolta ho cucinato per uno!

  • 1 fettina di carne di bovino adulto (ca 120g)
  • una punta di cucchiaino di cumino
  • una punta di cucchiaino di cannella
  • noce moscata
  • 2 chiodi di garofano
  • paprika dolce 
  • 1/4 di cipolla
  • 1 piccolo spicchio d’aglio tritato
  • 2 cucchiaini di limone
  • prezzemolo
  • 1 cucchiaino d’olio

Ho tagliato la carne a striscioline (voglio provare però a usare gli straccetti, credo che venga più saporito e che risulti più facile tagliare delle striscioline di carne più piccole, come nel kebab vero), l’ho fatta marinare con tutti gli ingredienti per un paio d’ore e poi l’ho saltata molto velocemente in una padella antiaderente dove avevo fatto scaldare un cucchiaino d’olio.
Ho scaldato un panino tipo pita, ci ho messo un po’ di lattughino e qualche fetta di pomodoro su cui ho posato la carne e un po’ di harissa.

Da guardare: beh, come non ricordare questa mitica scena dei Blues Brothers? ^__^

Baba Ganoush (ovvero del richiamo dell’Oriente)

La mia passione per i cibi del mondo non è certo un segreto. Perciò la mia casa spesso e volentieri profuma di odori esotici, spezie e colori differenti da quelli a cui siamo abituati, anche se qualche volta si tratta di cibi che costituiscono un patrimonio comune del bacino del Mediterraneo (mi vengono in mente i piatti di Grecia e Turchia, così diversi dai nostri eppure tanto simili come ingredienti e profumi).

Qualche giorno fa mi sono accorta di avere ancora un barattolo di tahina in frigorifero e dal momento che le verdure estive, come le melanzane, iniziano a non essere quelle sciapette provenienti dalle serre, ho pensato bene di farmi un baba ganoush (o baba ganouj, babaganush, la grafia del nome di questo piatto non è univoca, a quanto pare…. Probabilmente dipenderà dal modo in cui è stato traslitterato nelle varie lingue che lo hanno adottato). Si tratta di uno dei miei “dip” preferiti, e ne mangerei a tonnellate, specie se mi capita di avere della buona pita calda.

La ricetta stavolta l’ho presa dalla mia “bibbia” di cucina mediorientale (beh, una delle bibbie… magari parlerò in un’altra occasione della mia fissazione per i libri di cucina in lingua originale). Considero questo libro uno dei più affidabili su questo tipo di cucina, nel senso che le cose vengono decisamente simili a come le ho mangiate al ristorante e/o all’estero. Non so quanto sia rassicurante questo criterio 🙂 comunque è uno dei libri di cui faccio gran uso. Nell’introduzione sono perfino presenti ben due pagine di spiegazione riguardante l’esecuzione della pasta fillo, ma su questa non ho avuto ancora il coraggio di cimentarmi. Il libro è The Complete Middle East Cookbook di Tess Mallos (curiosamente la mia copertina è diversa, sarà un’edizione differente oppure cambia in base al Paese di vendita, chissà). E’ suddiviso per Paesi o aree geografiche e ogni sezione comprende una breve introduzione sulla cucina del luogo trattato. Alla fine è presente un glossario delle spezie: è importante per me che di ogni erba o spezia sia riportato il nome latino, in modo che risulti più facile reperire il corrispettivo italiano.

Ed ecco la ricetta (facile, facilissima) per farvi da soli un ottimo baba ganoush – l’autrice qui lo chiama baba ganouj, tanto per tornare al discorso dell’uniformità dei nomi… ma poi è normale quando i cibi passano da un posto all’altro. Mi vengono in mente, a tal proposito, le innumerevoli lavagnette dei bistrot parigini con scritto su “spaguetti” 🙂

Ingredienti (bastano per 3-4 persone se non lo usate come unico appetizer):

  • 1 melanzana del peso di ca 350g
  • il succo di 1/2 limone
  • 2 spicchi d’aglio (vale quello che sostiene Gio per l’hummus 🙂 è consigliabile togliere l’anima degli spicchi se tenete ai rapporti sociali)
  • 2-3 cucchiaini di tahina
  • sale
  • prezzemolo tritato finemente
  • 1 cucchiaio d’olio extravergine

La melanzana andrebbe grigliata intera per 20-30 min alla brace. Ma siccome non tutti abbiamo la fortuna di avere un caminetto o un barbecue, potete metterla in forno a 180° finché non sarà diventata morbida. Potete anche tagliarla in due e cuocerla appoggiata dal lato del taglio ma questo fa formare una pellicina scura che è un po’ antiestetica. Scegliete cosa vi torna più comodo.
Una volta cotta la melanzana, apritela a metà (se non l’avete fatto prima di cuocerla) e prelevate tutta la polpa con l’aiuto di un cucchiaio.
Riducete la polpa in purea col mortaio o nel mixer e aggiungete gradualmente il succo di limone e la tahina. In questo momento, è meglio assaggiare per adattare la quantità di tahina ai propri gusti.
Aggiungete l’aglio schiacciato e regolate di sale e succo di limone.
Per finire, aggiungete l’olio e il prezzemolo tritato. E buon appetito!

 
Da ascoltare: musica del posto, no? ^__^ sarà banale ma io adoro il flauto arabo!

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