Churros allo Sbrinz

Antipasti | 13 novembre 2013 | By

Churros salati al formaggio svizzero (Sbrinz)

Mentre tra un impegno e l’altro meditavo sulle ricette per il contest dei formaggi svizzeri, credo di aver passato in rassegna decine e decine di cibi da strada. Il tema dello street food, scelto quest’anno per il contest “Swiss Cheese Parade” organizzato in collaborazione con il blog Peperoni e patate, era davvero invitante e aperto a mille interpretazioni.

Anche questa seconda ricetta si ispira a un cibo da strada di un Paese diverso dall’Italia, sarà perché è tanto che non faccio un bel viaggetto e avrei davvero una voglia matta di partire? Mi sono venuti in mente i churros perché la prima volta che li ho visti, così invitanti e ricoperti di zucchero, non ho potuto assaggiarli. Poi alcune cose son cambiate in meglio e finalmente, dopo diversi anni da quella prima “visione”, finalmente riuscii a provare questa golosità tipica della Spagna ma quello che ricordo è che la prima volta che li vidi, pensai “Accidenti! Quanto mi piacerebbe che ‘sti cosi fossero salati, almeno li potrei assaggiare anch’io!”.
Non avevo mai provato a rifare i churros a casa anche perché – non so proprio per quale motivo – mi ero fatta un’idea sbagliata, e cioè che fossero fatti con la stessa pasta dei bignè, che ho sempre trovato un po’ rognosetta da realizzare, con la storia delle uova da aggiungere una per una, il tanto mescolare sul fornello, fare attenzione a che non si attaccasse. Sono un po’ rompi, eh… un bel po’!
Invece, pensa che ti ripensa allo street food… idea! Da un angolino della mia mente è rispuntato il ricordo dei famosi “churros salati” e così, oltre al classico giretto su Google, ho sguinzagliato una mia carissima amica spagnola per la ricetta “giusta”, che fosse di sicura riuscita. E lei me l’ha trovata (approfitto per ringraziare sia lei sia la sua amica, per la ricetta e l’incoraggiamento!). E potete immaginare la mia sorpresa nello scoprire che i churros sono superfantasmagoricamente fa-ci-li, semplicemente acqua, farina, poco poco sale e tanto, tanto zucchero spolverato dopo la frittura!
Io già immaginavo di dover sottostare alla tortura delle uova, e invece ho fatto i salti di gioia (e un po’ mi son data della tontolona per non aver cercato la ricetta prima… Anni e anni di churros perduti, e vabbè, pazienza!).
Ma accidenti, quanto sto chiacchierando! Ora passo subito alla ricetta, da me modificata per ottenere dei churros “formaggiosi”!

Ingredienti (per 3-4 persone)

  • 150 g di farina 00
  • 50 g di Sbrinz grattugiato
  • 250 g di acqua
  • 1 piccola presa di sale
  • olio per friggere
  • secondo le preferenze: miele o altro Sbrinz mescolato a pepe per completare

Procedimento
Mescolare la farina e lo Sbrinz in una ciotola. In una pentola dai bordi sufficientemente alti, far bollire l’acqua con il sale. Quando l’acqua bolle, versarvi in un colpo la miscela di farina e Sbrinz. Mescolare con un cucchiaio di legno finché il composto non si staccherà dalle pareti della pentola.
Piccola nota: ovviamente il formaggio un po’ tende ad attaccarsi al fondo della pentola, basta girare bene e fare attenzione a non tenere la fiamma troppo alta. Il composto deve avere la consistenza della “famigerata” pasta choux. Lasciare raffreddare il composto e inserirlo in un sac-à-poche con la bocchetta larga a stella.
Scaldare l’olio per friggere e lasciar cadere l’impasto dal sac-à-poche direttamente nell’olio, staccandolo con le mani. La forma può essere dritta o a “U”, come viene più pratico.

Si possono servire spolverati di altro Sbrinz grattugiato mescolato con del pepe nero macinato, oppure come ho fatto io, con un filo di miele.

Ora una piccola annotazione, per chi volesse invece fare dei churros “regolamentari”. Secondo il consiglio della mia pusher di ricette spagnole, la dose di farina e acqua deve essere uguale. In questa versione ho dovuto aumentare la quantità perché l’impasto con le dosi uguali era un po’ troppo sodo, immagino dipenda dalla diversa capacità di assorbimento dell’acqua che hanno il formaggio e la farina. Se li provate, mi fate sapere con un commento?

Questa ricetta partecipa al contest Swiss Cheese Parade

Empanadas con gruyère e verdure – Swiss Cheese Parade

Empanadas con gruyère svizzero e verdure

Street Food, cibo da strada. È il tema scelto quest’anno per il contest dei Formaggi Svizzeri realizzato in collaborazione con il blog Peperoni e Patate… Ed io, che di stuzzichini e assaggini letteralmente ci camperei, ho decisamente apprezzato! E questa è la prima ricetta con cui partecipo al contest.

Era da tanto che volevo provare a realizzare l’impasto delle empanadas argentine, dei bocconcini saporitissimi che in genere hanno un ripieno di carne un po’ speziato. E io invece ci ho messo il formaggio e anziché con la carne ho preferito accompagnare il ripieno con delle verdure perché gli altri ingredienti non sovrastassero il gusto del Gruyère, un formaggio dal sapore deciso ma al contempo delicato, nel grado di stagionatura utilizzato.
Ed ora passo subito alla ricetta.

Ingredienti (per 15-16 pezzi)

Per l’impasto

  • 400 g di farina 00
  • 100 g di strutto
  • 15 g di sale
  • acqua tiepida

Per la farcitura

  • 125 g patate, al netto degli scarti (1 patata media)
  • 125 g peperoni (1/2 peperone)
  • 250 g melanzane (1/2 melanzana medio-grande)
  • 1/2 cipolla
  • 150 g di Gruyere
  • 4 cucchiai colmi di Sbrinz grattugiato
  • un mazzettino di prezzemolo tritato
  • olio extravergine
  • sale
  • pepe nero



Come si fa

  1. Iniziare preparando l’impasto: sciogliere lo strutto a fuoco basso e lasciarlo intiepidire
  2. Setacciare la farina e unire il sale, mescolando bene gli ingredienti secchi.
  3. Disporre la farina a fontana, versando al centro lo strutto.
  4. Impastare aggiungendo acqua tiepida fino ad ottenere un impasto morbido e liscio.
  5. Lasciare riposare per 30-40 minuti, coperto con pellicola o con una ciotola capovolta.
  6. Preparare ora il ripieno: lessare la patata con la buccia e, quando si sarà freddata, tagliarla in cubetti di circa 1/2 cm.
  7. Sbucciare la melanzana ed eliminare i filamenti bianchi dal peperone, quindi tagliarli in cubetti di circa 1/2 cm. 
  8. Affettare sottilmente la cipolla e lasciarla appassire a fuoco basso in padella con 3-4 cucchiai d’olio extravergine.
  9. Aggiungere melanzane e peperoni e un po’ di sale e lasciare stufare fino a cottura a padella coperta. Le verdure dovranno essere morbide ma ben asciutte, altrimenti il liquido di vegetazione rischierebbe di rovinare l’impasto. Lasciare raffreddare.
  10. In una ciotola, unire le verdure, lo Sbrinz grattugiato, il Gruyère tagliato a cubetti piccoli e il prezzemolo.
  11. Regolare di sale e aggiungere, a piacere, una spolverata di pepe nero macinato al momento.
  12. Sulla spianatoia, stendere l’impasto a uno spessore di 2-3 mm.
  13. Tagliare dei dischi con un coppapasta rotondo (il mio era da 10 cm).
  14. Disporre al centro dei dischi un cucchiaio di ripieno, inumidire i bordi con poca acqua usando le dita o un pennello, quindi chiudere le empanadas premendo bene sul bordo e formando una sorta di ghirlanda (il cosiddetto repulque – in rete si trovano diversi video che mostrano come eseguire la tecnica di chiusura). In alternativa, si può semplicemente rigirare il bordo oppure schiacciare con i rebbi di una forchetta per assicurarsi che il ripieno non fuoriesca.
  15. Cuocere a 180° per 15-20 minuti o finché non saranno belli dorati.

Questa ricetta partecipa al contest Swiss Cheese Parade

Pizzelle fritte alla parmigiana

Pizzelle napoletane fritte alla parmigiana

Ci ho preso gusto, con il contest “Riscoprire l’Antiqua tradizione”! Dopo la ricetta del pane-pizza che ho pubblicato ieri, avevo ancora voglia di mettere le mani in pasta utilizzando la farina Antiqua ma poca voglia di accendere il forno. E per rimanere in tema di pizza, cosa c’è di meglio di un classico dei classici in tema cibo da strada come le pizzelle fritte della tradizione partenopea?

Per me è un modo affettuoso di ricordare e celebrare il mio quarto di napoletanità che ho ricevuto in dono da mia nonna materna. Lei non c’è più ormai, ma ha sempre tenuto in vita, tramandandole a mia mamma e di conseguenza a me, le tradizioni culinarie della sua terra d’origine che aveva lasciato da ragazza per sposare mio nonno. E così anch’io, grazie ai suoi insegnamenti, mantengo nella mia casa questi piatti tradizionali, senza farmi mancare pastiera e casatiello a Pasqua, e così via.

Ma come al solito, sto divagando… Tornando alla ricetta, ho fatto queste pizzelle in una minidose, di quelle che bastano a togliersi uno sfizio ma è possibile replicarla a piacere moltiplicando per il numero o l’appetito dei commensali.

La versione alla parmigiana non è proprio quella classica, infatti nelle friggitorie di Napoli le pizzelle si mangiano semplici semplici con un cucchiaio di salsa di pomodoro e una spolverata di provolone o parmigiano grattugiato oppure bianche, accompagnate da un po’ di salumi. Spero che mia nonna, da lassù, non mi consideri troppo “eretica” per questa versione.

Pizzelle napoletane fritte - preparazionePizzelle napoletane fritte pronte da condire

Ingredienti (per 8-10 pezzi)

  • 150 g di farina Antiqua tipo 1
  • 80-90 g di acqua
  • 4 g di lievito di birra
  • 5 g di sale
  • mezzo cucchiaino di zucchero

Per il condimento

  • sugo di pomodoro
  • una decina di fette di melanzana
  • parmigiano grattugiato
  • basilico
  • Olio per friggere

Come si fa

  1. Preparare l’impasto: sciogliere il lievito e lo zucchero in metà dell’acqua. 
  2. Setacciare la farina, aggiungere il lievito e iniziare ad impastare.
  3. Aggiungere il sale e l’acqua rimanente, nella quantità necessaria ad ottenere un impasto morbido ed elastico, non appiccicoso.
  4. Lasciare lievitare fino al raddoppio in una ciotola coperta con un panno inumidito.
  5. Affettare la melanzana e disporre le fette, con un po’ di sale, in un colino in modo che rilascino il liquido di vegetazione.
  6. Se non lo si è già fatto, preparare un sugo semplice con pomodoro, cipolla, olio extravergine e basilico.
  7. Asciugare le fette di melanzana e friggerle, lasciando colare l’olio in eccesso su carta da cucina.
  8. Tenere in caldo sia le melanzane sia il sugo.
  9. Quando l’impasto sarà raddoppiato, prelevarlo dalla ciotola e lavorarlo rapidamente per sgonfiarlo.
  10. Dividere l’impasto in palline da circa 30 g l’una e stenderle aiutandosi con i polpastrelli.
  11. Friggere le pizzelle. Appena fritte risulteranno un po’ gonfiotte, come nella foto qui sopra, ma poi si abbasseranno e si potranno condire senza problemi.
  12. Condire ogni pizzella con un po’ di sugo di pomodoro, una fetta di melanzana fritta, altro sugo, una spolverata di parmigiano e una fogliolina di basilico.
  13. Servire calde.

Con questa ricetta partecipo al contest 
indetto da Cucina Semplicemente
in collaborazione con Farina Antiqua macinata a pietra.

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Calzoni fritti con ripieno alla salentina (mozzarella e pomodoro)

Calzone leccese salentino fritto mozzarella e pomodoro

Avrei un po’ di ricette in arretrato ma voglio proprio dare la precedenza a questa qui, oggi! D’estate, almeno dalle mie parti, i calzoni fritti sono tra i cibi veloci (beh, in questo caso veloci da mangiare, più che da preparare) più amati. A Gallipoli, a Lecce, in tutta la provincia le rosticcerie mettono in bella mostra questa delizia per tutto l’anno ma durante l’estate, quando si passano le giornate in spiaggia e le serate passeggiando senza meta e senza orario sul lungomare, come resistere a un goloso, stuzzicante cibo da consumare anche in strada o durante una sosta al tavolino di un bar mentre si gode il meraviglioso panorama del mare del Salento al tramonto?

(altro…)

Bloglovin’ anch’io e un paio di cibi da strada

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Come molte amiche blogger, anch’io ho deciso di correre ai ripari passando a un altro strumento per seguire gli aggiornamenti di tutti i blog che seguo, dal momento che Google Reader, come ormai saprete, chiuderà a partire dal 1° luglio.
Perciò, se mi seguite con GR e volete continuare a seguirmi tramite Bloglogin’ (che tra l’altro è molto pratico da usare, oltre ad avere nella home un sacco di blog interessanti da scoprire) ne sarò molto felice.

Essendo questo un post di servizio, non ho preparato nessuna ricetta ma siccome oggi ho partecipato con molto gusto allo Street Food Festival organizzato presso Eataly, colgo questo spunto per riproporre con piacere (proprio come hanno fatto da Eataly, dove hanno abbinato un cibo da strada italiano e un cibo da strada straniero) due ricette, una italiana e una indiana, già pubblicate sul blog.

Le pittule salentine (anche se non è quasi più stagione di asparagi, sono buonissime anche bianche oppure alla pizzaiola), e…

e gli onion pakora dall’India

Buon appetito, e venite a trovarci su Bloglobin’ mi raccomando! 🙂

 

CONSIGLIA Crema di cavolfiore